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3 OTTOBRE | Il messaggio degli africani: un altro volley è possibile

 

Fonte (Corriere Adriatico 3 ottobre, Fabio Petrelli)

Il messaggio degli africani: un altro volley è possibile
Ancona Apollo Creed, in uno dei film della saga di Rocky, spiegava ai suoi allenatori dopo il successo ai punti contro Rocky Balboa: “Vincere non significa battere il tuo avversario”. Stati Uniti e Repubblica Ceca, al termine di questa tre giorni dorica, avranno probabilmente capito meglio il significato di tali parole. Loro qualificate al terzo turno, il Camerun fuori dalla rassegna iridata, ma da vincitore. E non c’entrano i folkloristici balletti messi in mostra dopo qualche aces o muro vincente, nemmeno la contagiosa simpatia che li ha fatti diventare in breve tempo i beniamini di un PalaRossini che tifava per loro, tantomeno il calore del loro nutrito gruppo di supporter che, sventolando bandiere ed esibendo le maglie numero 9 di Samuel Eto’o (ma anche abiti tradizionali africani), occupavano l’ala estrema della tribuna.
La nazionale allenata da Nonnembroich ha fatto capire che, in fondo, un altro volley è possibile. Ancora acerbo per restare in scia alla spumeggiante pallavolo dei centro-sud americani, ancora immaturo per tenere testa al gioco quadrato, concreto ed efficace della scuola europea, ma presente e voglioso di crescere. Ed hanno scelto il nostro paese per comunicarlo agli appassionati di volley.
‘Les Lions Indomables’ dell’Africa, in versione pallavolistica, si sono “accontentati” di impaurire i campioni olimpici degli Stati Uniti, si accontentano di studiare la pallavolo in giro per il Mondo, nella vicina Francia ma non solo (il bombardiere Ndaki Mboulet sta in Giappone, il roccioso centrale Nongny negli Emirati, l’interessantissimo Wounenbaina al Noliko in Belgio). Per ora, può bastare così. Sì, per ora. Resteranno negli occhi di tutti i prolungati festeggiamenti dei giocatori al centro del campo nonostante la secca sconfitta con i cechi. Resterà l’happening dei supporters africani che al di fuori del palas improvvisano una sorta di concerto con la gentile collaborazione dei tamburini della contrada Fiorenza di Fermo, capace di richiamare tanti curiosi. Ma c’è chi giura che il Continente Nero farà tornare presto a parlare di sé magari copiando e incollando l’escalation calcistica.


 

 

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