(Fonte Blogosfere 3 ottobre)
fischi dei 6000 spettatori del Palarossini di Ancona durante l'indegno spettacolo offerto da Brasile e Bulgaria, due delle migliori squadre del Volley mondiale, ieri sera hanno fatto saltare definitivamente il tappo: questi Campionati Mondiali, seppure difesi fino alla morte dai vertici federali (italiani e internazionali), se non dannosi stanno diventando imbarazzanti per il movimento pallavolistico.
La Formula - "l'occasione fa l'uomo ladro"
Da tempo non si era vista una formula così assurda che permettesse, azzerando i risultati dopo ogni fase, di poter impunemente decidere di giocare a perdere senza subire conseguenze. Pur con tutti i difetti che si potessero riconoscere, la formula standard, con le squadre che avanzano portandosi dietro i risultati della fase precedente, così come sarà utilizzata nei Mondiali femminili del prossimo mese consente pochi calcoli. I casi del passato sono stati decisamente eclatanti perchè ridotti in numero: Volleyball.it ricordava ieri una sconfitta della Cina contro la Corea nel 2002 nella rassegna femminile che costò l'eliminazione dell'Olanda, personalmente ricordiamo una sconfitta voluta dagli Stati Uniti alle Olimpiadi. Le condizioni perchè una tale scelta potesse essere favorevole erano così limitate che la situazione poteva essere considerata un danno collaterale.
La formula scelta per questi Campionati Mondiali ha creato situazioni incredibili: si pensi che nelle sei partite di ieri ben sette squadre potevano decidere come piazzarsi nel loro girone per trovare la migliore posizione nella decisiva, finalmente, terza fase. I Mondiali dei "senza vergogna" inizia da qui: dalla Federazione italiana e dalla Federazione internazionale che, nonostante chiunque capisse un po' di incroci senza dover scomodare formule di calcolo combinatorio lo avesse notato da tempo, che si sono addirittura vantate di di aver partorito una formula dove con "mini gironi (quelli che caratterizzano la seconda e la terza fase) non sarà possibile fare nessun "giochino"".
La Griglia - "Chi è senza peccato scagli la prima pietra"
Diciamolo chiaramente, una volta per tutte: se alle Olimpiadi di Pechino la Cina si fosse sistemata in una qualsiasi competizione a squadre come ha fatto l'Italia in questi Mondiali saremmo ancora qui adesso, dopo più di due anni, a parlare di scandalo con gli occhi a mandorla. Più realisti del re, Gianluca Pasini e Andrea Antonelli sulla Gazzetta di oggi ricordano come, soprattutto nei Campionati Europei, vi siano state situazioni analoghe. Resta il fatto che, se i risultati avessero seguito i ranking delle squadre, i padroni di casa sarebbero arrivati alle semifinali con gli Stati Uniti (beneficiati in egual misura) incontrando in sette partite come ostacolo di maggiore difficoltà la Germania, undicesima del ranking mondiale. Sei o sette squadre come Brasile, Serbia, Russia, Bulgaria, Polonia, Cuba a scannarsi dall'altra parte del tabellone. Oltre ad un eccessivo vantaggio per la squadra di casa, una griglia così costruita, senza alcuna azione di salvaguardia da parte degli organismi internazionali non può che mettere in tentazione chi costretto sulla strada provinciale vede davanti a sè la possibilità di inserirsi con una sconfitta insignificante nell'autostrada disegnata per altri.
L'etica dei protagonisti - "L'occasione fa l'uomo ladro"
Partiamo dal fondo: dicevamo in precedenza che ieri sei squadre (sette se contiamo insieme Brasile e Bulgaria) avevano in mano le chiavi del posizionamento nella terza fase. C'è chi ha vinto perchè preferiva la sistemazione prevista, c'è chi ha giocato a perdere come il Brasile (e la stessa Bulgaria), c'è chi sicuramente avrebbe trovato una via più agevole perdendo e ha giocato, come giusto, per vincere lo stesso come la Spagna di Julio Velasco. Che ha commentato "Per quanto mi riguarda non ho mai giocato e mai giocherò per perdere, anche se mi costasse un Mondiale o un'Olimpiade".
Formula indegna e griglia più o meno scandalosa non sono attenuanti per chi decide di giocare a perdere, non lo sono almeno dal punto di vista dei valori etici dello sport. Mentre a caldo, l'altra sera, Daniele Bagnoli, il ct della Russia che ha deciso di perdere contro la Spagna commentava "con la mia squadra faccio quello che mi pare, perché qua non c'ho mica scritto 'Giocondo", Pasini e Antonelli ci "alzano" una osservazione che deve fare riflettere. "E se oggi si insegna ai giocatori a sfruttare i buchi del regolamento, la prossimo volta non gli si insegnerà a fare lo stesso con aiuti farmacologici?"
Di questa lunga lista di "senza vergogna" a soffrirne sono stati e saranno l'intera Pallavolo e tutti gli appassionati, a partire dai 6.000 del Palarossini che, ieri sera, trovatisi di fronte ad una partita che nulla aveva da invidiare a Lazio-Inter di pallonaro ludibrio hanno avuto la forza di reagire a suon di fischi, cartelli che inneggiavano alla vergogna e voltando le spalle ai giocatori in campo.
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